Viviamo in un mondo in cui il rispetto, la gentilezza, la cura hanno perso il loro valore e dove la violenza fa da padrona su tutto.
“Respect me” è un monumento a tutte le donne violate nella loro libertà di agire, per quella mancanza di rispetto, che nasce dalla paura per qualcosa che non si riesce ad afferrare, che esce dagli schemi.

La mancanza di rispetto è una violenza, una violazione di un territorio intimo, che può essere consumato in molti modi: quando non si ha riguardo per l’altro, quando non si ha riguardo per un popolo, per un’idea, per la nostra stessa terra, fonte di vita.
L’origine della parola stessa, dal latino re-spicere, guardare indietro, considerare, significa guardare di nuovo, aver riguardo con la volontà di avvicinarsi all’altro, per conoscerlo, riconoscerlo e accettarlo nella sua specificità e diversità.

Il rispetto verso le diversità porta al superamento di stereotipi dannosi e alla costruzione di una società che celebra l’unicità di ogni individuo. Il rispetto è un riconoscimento profondo della dignità e del valore di ogni individuo e nel praticarlo costruiamo ponti di umanità anziché muri di violenza.



Sii dolce con me. Sii gentile
Maneggiami con cura
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
La vita ha bisogno di un corpo
per essere e tu sii dolce con
ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il piede
e abbi cura.

